21.04.2012 -
Lazise
Assemblea Regionale AVIS Veneto
 

41ª Assemblea Regionale  “UNITI DAGLI STESSI VALORI”
Lazise (Verona)

Sabato 21 aprile 2012 si terrà a Lazise (VR) la 41^ Assemblea di Avis Veneto, la principale associazione di donatori volontari del sangue con 130.788 donatori attivi e 227.678 donazioni complessive effettuate nel 2011.

Il Presidente Avis Veneto, dott. Alberto Argentoni afferma: “Valutando i risultati ottenuti in regione, si nota una discrepanza tra l’andamento del numero di donatori, in aumento (+10.416), e quello delle donazioni, praticamente invariato (+219). Per ribaltare questa situazione temporanea dobbiamo puntare sulle azioni fondamentali per la nostra Associazione: propaganda, informazione, presidio dei servizi, assistenza al socio, invito al dono, raccolta nel territorio”. “La situazione socio – economica condiziona certamente anche il dono del sangue, in particolare, continuano ad aumentare le difficoltà dei lavoratori per ottenere il permesso ad assentarsi in occasione della donazione periodica. Non sono estranee a questi risultati nemmeno le situazioni che si registrano presso alcuni servizi di raccolta pubblici, dove le carenze organizzative e di personale non ci permettono di far crescere i donatori e la qualità del loro trattamento".

Sul fronte dell’autosufficienza regionale e nazionale in sangue ed emoderivati, la situazione è stata in equilibrio durante tutto il 2011. Nel corso dello scorso anno, in Veneto sono state trasfuse ben 236.477 sacche di globuli rossi, con un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente. La realtà sanitaria che utilizza più sangue è il polo ospedaliero di Padova, mentre quella che ha aumentato maggiormente i consumi (+5%) è stata l’Ospedale dell’Angelo di Mestre. Il Presidente Argentoni afferma con orgoglio: “Non c’è stata crescita ma è stato raccolto tutto quello che serviva agli ospedali veneti e siamo diventati la seconda regione in Italia per l’apporto all’autosufficienza nazionale. Infatti sono state aiutate le principali regioni carenti (Lazio, Sardegna e Sicilia) con l’invio di ben 12.500 sacche di globuli rossi”.

Fra i temi che verranno discussi in Assemblea i principali saranno: la sicurezza e la qualità. “La cultura della qualità e le regole della sicurezza permeano tutta la filiera del percorso trasfusionale e le implicazioni tecniche e organizzative hanno riflessi anche nel nostro modo di fare associazione. Avis Veneto si sta impegnando per migliorare l’informazione sanitaria presso i propri soci. In Veneto il sangue è sicuro e questo è dovuto alla responsabilità dei donatori, all’accuratezza degli esami sanitari eseguiti su ogni sacca di sangue e alla prima donazione differita”. Quest’ultima consiste nella strategia di rimandare la prima donazione dell’aspirante donatore, risultato idoneo, di circa 30-45 giorni. “Questa scelta influisce sulla consapevolezza del donatore  sugli aspetti della sicurezza trasfusionale ed è dimostrato ci aiuta a fidelizzarlo cioè a renderlo un donatore associato periodico.”. Fondamentale è l’impegno di Avis nelle scuole, dove si utilizzano tecniche innovative (giochi di simulazione, rappresentazioni teatrali autogestite, modalità interattive) per promuovere il volontariato e la donazione del sangue. “In Veneto i soci Avis con meno di 35 anni sono il 30% e la componente femminile è in crescita, superando quella dei maschi in questa fascia di età”.

Ma l’attività di Avis Veneto non si limita soltanto al dono del sangue! Nel corso del 2011 Avis Veneto ha devoluto la cifra raccolta con il suo 5 x 1000 alla ricerca scientifica sulle cellule staminali, contribuendo all’acquisto di un potentissimo microscopio per la Fondazione TES. E’ proseguito il sostegno alla nascita e alla crescita di associazioni di donatori di sangue in Argentina e Bolivia. Sempre in ambito internazionale, la Comunità Europea ha finanziato un progetto  di Avis Veneto che mira a creare una rete transfrontaliera tra le associazioni dei donatori volontari del sangue e i servizi trasfusionali di Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Slovenia, Croazia, Albania.

L’obiettivo associativo per il futuro è il ringiovanimento e un riequilibrio di genere dei quadri associativi. Conclude il Presidente Argentoni: “Non dobbiamo aver paura di rischiare o di sbagliare ….. la solidarietà e  il senso di responsabilità della nostra popolazione continueranno a produrre splendidi e concreti atti di dono gratuito. Noi abbiamo l’onore di esserne solo una rappresentanza significativa.”

 

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