Assemblea provinciale a Mansuè: serve una ripresa
 

Avis provinciale: anche la crisi rallenta le donazioni di sangue nella Marca.

Invito alle aziende a dare la giornata al donatore e alle Ulss di ampliare orari dei Centri Trasfusionali

L’anno 2011 non è iniziato al meglio per la raccolta sangue in provincia di Treviso. Una serie di fattori ha determinato, tra gennaio e febbraio, un calo delle donazioni del 5 per cento rispetto agli standar dell’Avis, dopo la positiva chiusura dell’anno 2010. La raccolta complessiva del Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale di Treviso (che coordina la raccolta sangue nelle tre Ulss) si era, infatti, attestata al + 2%, centrando l’obiettivo indicato dalla Regione Veneto. Primi segnali negativi, invece, si erano avuti dall’indice di donazione: lo scorso anno abbiamo raccolto 46,26 sacche ogni mille abitanti, a fronte di una media regionale di 52,70 che ha fatto scivolare la Marca trevigiana al penultimo posto fra le province venete. Lo stesso dicasi per le cessioni intraregionali del Dipartimento, che sono state 3.021, con una diminuzione dell’1,6%, mentre quelle extraregionali sono state 1400, con una diminuzione del 21,8%.

“Sono dati a cui la nostra provincia, sempre tra le prime in Veneto, non è abituata, ma che trovano il loro perché in una serie di fattori evidenti –spiega il presidente dell’Avis provinciale, Gino Foffano – primo tra tutti la crisi del lavoro che sta demoralizzando anche i nostri soci. Parlando con loro, lo si percepisce chiaramente. È molto difficile pensare al prossimo quando si vive in prima persona una situazione di incertezza, quando si è in cassa integrazione, si hanno figli ancora piccoli, la casa da pagare. Quando si ha un lavoro da precario e una famiglia da mandare avanti. Sempre per quanto riguarda il mondo del lavoro le piccole aziende sono diventate restìe a concedere al dipendente la giornata per andare a donare. Il lavoratore ci rinuncia per non avere e creare problemi al proprio datore di lavoro. Questo di fatto contribuisce a rallentare la raccolta del sangue e innesca nel socio un processo psicologico che lo mortifica. Un altro fattore che ha inciso molto è stata l’influenza – prosegue Foffano – che a differenza dello scorso anno, ridotta anche grazie alla massiccia vaccinazione pubblica, quest’anno ha colpito parecchio, mettendo a letto anche i nostri donatori”.

I mesi di gennaio e febbraio 2011 sono stati i peggiori da questo punto di vista, ma la situazione è in lenta ripresa con marzo, come lo stesso Foffano ha evidenziato nel corso dell’assemblea provinciale, ospitata il 19 marzo dalle Avis di Mansuè e Portobuffolè. L’Avis sta incoraggiando i suoi 31.226 soci attivi. Alle aziende si chiede di venire incontro ai lavoratori e alle Ulss di ampliare l’orario di apertura dei Centri trasfusionali per contribuire in modo significativo alla raccolta di sangue in questo momento difficile. Ci sono Centri trasfusionali che hanno già registrato un incremento significativo, altri che stanno faticando un po’. Una ripresa, sia pur lenta, comunque c’è, così come  c’è un dato positivo che riguarda i nuovi iscritti.

L’anno 2010 si è chiuso, infatti, con un incremento dell’1,74, che ha portato le nuove leve a 2.517 e che premia il lavoro delle 90 Avis comunali  della Marca, impegnate a fare sensibilizzazione sul territorio a favore del dono del sangue con incontri e conferenze pubbliche e nelle scuole, iniziative sportive, musicali, concorsi artistici, di poesie… Resta comunque la necessità di incrementare il numero dei nuovi donatori, che da alcuni anni  nella Marca rappresentano poco più che la naturale sostituzione di coloro che terminano l’attività donazionale per limiti di età o problemi di salute.

 Durante l'assemblea si sono evidenziate tutte le iniziative messe in atto nella Marca nel corso del 2010, la situazione raccolta e consumi anche in chiave regionale e nazionale, la collaborazione con Tes, la donazione dei cittadini di origine straniera e il punto sull'Anno europeo del volontariato. Dopo la relazione morale e gli interventi dei vari rappresentanti Avis, medici e delel autorità, spazio al dibattito con le domande dei dirigenti delle Avis comunali. 

 
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