Invito Avis: donate il sangue in agosto
 

Giovani donate sangue! L’appello dell’Avis contro il calo delle donazioni.

Tra le cause anche la crisi economica: chi perde il lavoro, pensa meno agli altri!

In pericolo la cessione di emazie alle altre regioni.

“Giovani della Marca, approfittate del periodo estivo per informarvi e avvicinarvi al dono del sangue. C’è bisogno anche di voi per salvare un malato, un coetaneo ferito sulla strada, un padre di famiglia infortunato sul lavoro. Donare non costa nulla, ma dà moltissimo. A chi riceve e a chi lo fa”.

Con questo invito nel vivo dell’estate, da sempre il periodo più critico quanto a raccolta di sangue, l’Avis provinciale di Treviso  si rivolge alla popolazione sana e più giovane del trevigiano per un maggior coinvolgimento nell’aiuto al prossimo. Perché se nella Marca donano sangue già oltre 30 mila persone, di sangue e di nuovi donatori c’è un bisogno crescente, specie nel periodo estivo.

“Ai nostri iscritti chiediamo di venire a donare prima di partire per le vacanze – esordisce il presidente dell’Avis provinciale, Gino Foffano – ai diciottenni, ai giovani che ancora non sono donatori, di pensare seriamente a questo gesto a volte salvavita, straordinario e semplice allo stesso tempo”.

Un gesto che vede la Marca primeggiare  a livello regionale per numero di soci attivi (nel 2009 ne contava 30.690, seguita dalle province di Venezia con 27.879 e Padova con 22.273), ma che la vede anche primeggiare per interventi sanitari d’eccellenza che richiedono anche un considerevole consumo di sangue (con pazienti anche da fuori provincia e fuori regione), e “tristemente” ricordata anche per l’elevato numero di incidenti stradali. Messo tutto insieme, significa che gli ospedali della Marca consumano grandi quantità di sangue tra sangue intero, plasma e piastrine. 

Per curare i feriti di un solo incidente stradale possiamo arrivare a consumare anche 20-30 sacche di sangue al giorno per una sola persona, inoltre per i centri ematologici di Treviso e Castelfranco servono giornalmente circa 4-5 donazioni di piastrine e, per poter operare chirurgicamente a tutti i livelli e in tutti i nostri ospedali servono centinaia di sacche di sangue– spiega il dott. G.Battista Gajo, primario del Centro Trasfusionale del Ca’ Foncello di Treviso e responsabile del Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale che riunisce tutte le tre Ulss della Marca – dietro ad ogni sacca, c’è un donatore. Perché il sangue può essere solo donato, non si fabbrica. Nel trevigiano la popolazione lo sa bene, e durante l’anno non fa mancare il proprio contributo.

D’estate, però si assiste ad una calo fisiologico. Perché i donatori vanno in vacanza, perché le alte temperature generano stanchezza e non invogliano alla donazione, perché aumentano gli incidenti stradali. A tutti questi motivi, quest’anno uno in più, da non sottovalutare: la crisi economica. “Stiamo notando, con le continue chiamate dei donatori a casa, che a condizionare il calo delle donazioni è anche la difficile situazione economica in cui molti si trovano –spiega il presidente Foffano – la cassa integrazione, la disoccupazione, le preoccupazioni per sé e la propria famiglia stanno spostando l’attenzione di tanti volontari. Quando il morale è a terra, viene meno anche la voglia di darsi al prossimo, di pensare agli altri, di donare parte di sé agli altri. E’ una condizione nuova per la nostra associazione, che non avevamo mai vissuto  prima”.

L’Avis provinciale, e con essa  tutte le Avis comunali della Marca, in questi giorni sta chiamando i donatori di gruppo A e O per assicurare le scorte di sangue agli ospedali. “A rischio è non tanto l’autosufficienza dei nostri ospedali –assicura il dott. Gajo –ma l’aiuto che diamo fuori provincia. La generosità dei donatori trevigiani, infatti, permette di cedere sangue, secondo un accordo regionale e interregionale, all’azienda sanitaria di Padova, ma anche a Lazio, Sicilia e Sardegna (in quest’ultima regione vi è un elevato numero di malati di anemia mediterranea). A luglio, proprio per il calo delle donazioni, c’è stato il primo stop alle cessioni. L’Avis sta mettendo in campo tutte le proprie forze per evitarlo anche in agosto.