
Unità e anno del volontariato: nasce all’Istituto penale minorile di Treviso il nuovo manifesto per l’Avis nazionale
È un manifesto “firmato Treviso” quello scelto da Avis nazionale per la sua prossima assemblea generale, in calendario a Bergamo dal 20 al 22 maggio sul tema “Il dono del sangue per un’Europa solidale”.
Ispirato alle due grandi ricorrenze del 2011 (il 150° dell’Unità d’talia e l’Anno Europeo del Volontariato), il poster raffigura un fiume di persone dalle diverse origini culturali ed etniche che, con i loro volti e i loro sorrisi, colorano una cartina del nostro continente.
Autori del manifesto sono i ragazzi della Bottega Grafica dell’stituto Penale Minorile di Treviso, che i vertici di Associazione nazionale dei donatori volontari del sanguehanno incontrato a febbraio, spiegando cos’è Avis e la sua mission. Il progetto Bottega Grafica è nato nel 2003 con l’intento di offrire ai detenuti una valida opportunità di crescita formativa, professionale e soprattutto umana. Da allora, questo laboratorio ha dato vita a una serie innumerevole di loghi, brochure e locandine per enti pubblici e associazioni del non profit. Ai quali ora si aggiunge l’Avis nazionale, che con il suo milione e 200 mila soci, è la più grande associazione di volontariato che opera nel campo sanitario in Italia.
“La partecipazione ai lavori della Bottega Grafica ci ha permesso di conoscere da vicino quelle realtà che operano nella società civile, dando supporto a chi cerca aiuto - spiegano alcuni giovani detenuti - Essere protagonisti di queste attività significa, per noi, guardare con ottimismo al domani, con la speranza che quanto appreso possa permetterci di vivere il futuro degnamente e con soddisfazione”.
Sorpresa e soddisfazione anche per l’Avis della Marca trevigiana (31 mila soci-donatori di sangue), che con lo stesso Istituto penale minorile ha già avuto modo di collaborare per la realizzazione di proprio materiale grafico. “Per contribuire all’integrazione sociale di questi ragazzi – sottolinea il presidente dell’Avis provinciale, Gino Foffano - che hanno sbagliato, ma che hanno la possibilità di reinserirsi a pieno titolo nella società una volta usciti dall’Istituto”